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	<title>blog aziendale &#187; post</title>
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		<title>La frequenza di pubblicazione</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 21:49:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In giro si vedono blog aziendali aggiornati una volta l&#8217;anno, o una volta ogni due o tre mesi. In un blog aziendale questo non è permesso. In gioco c&#8217;è l&#8217;immagine dell&#8217;azienda, la sua professionalità. Se scrivete un blog personale e non pubblicate un nuovo post non piangerà nessuno. Anzi, più di uno probabilmente gioirà! Ma se curate un blog aziendale, con i propositi scritti già precedentemente, non potremmo permetterci il lusso di abbandonarlo per anni, mesi, o settimane. Piuttosto stabilite una frequenza di pubblicazione. Una buona media potrebbe essere di due o tre post a settimana (l&#8217;ideale sarebbero aggiornamenti quotidiani, ma spesso non è possibile o non si hanno nuovi contenuti da pubblicare). Avvertite i vostri lettori sulla frequenza di pubblicazione che terrete e mantenetela. L&#8217;utente di internet vuole sempre nuove notizie, ama essere aggiornato sui prodotti, le aziende, o le persone cui si affeziona, e il nostro obiettivo è – ricordiamolo sempre – appassionare, fidelizzare, legare in qualche modo alla nostra realtà il cliente.</p>
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		<title>Scrivere il Web</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 21:47:38 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver scritto sull&#8217;importanza di scrivere bene e senza errori grammaticali e sintattici, veniamo adesso a uno degli argomento cardine di un blog, e quindi di un blog aziendale: la scrittura per il web. Scrivere per il web non è come scrivere un libro, una lettera, una brochure, una comunicazione interna. Scrivere per la rete, scrivere per un blog, ha regole proprie. La scrittura è uno strumento. Attraverso le parole, in generale, gli esseri umani sono riusciti nel tempo a trasmettere da individuo e individuo informazioni importanti. Proprio perché è uno strumento, e quindi ha un fine preciso, essa va adattata al contesto in cui ci troviamo. Scrivere un post così come scriveremmo un articolo giornalistico, o un capitolo di un saggio, o più prosaicamente una comunicazione interna all&#8217;azienda, sarebbe quanto di più errato possiamo compiere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Se guardiamo un attimo alla struttura dei post, individuiamo degli elementi essenziali. Il titolo, per citare il più importante elemento dopo il contenuto stesso. Il titolo di un post è ciò che chi legge incontra per primo, spesso – addirittura – all&#8217;interno di un lettore di feed dove è facile confondere e trascurare contenuti altrimenti importanti. Le parole all&#8217;interno di un titolo vanno quindi scelte con molta cura, dovendo esse descrivere in poco spazio l&#8217;essenza contenuta all&#8217;interno del post. Altro discorso, ma meriterebbe un intero volume a parte, è scrivere un titolo con l&#8217;occhio rivolto ai motori di ricerca. Magari accenneremo qualcosa più avanti, ma per il momento concentriamoci sulla scrittura del post. Dopo il titolo (c&#8217;è chi lo scrive prima, chi dopo, ma è una questione non molto rilevante), dobbiamo pensare ai contenuti. La lettura sullo schermo è veloce, rapida, si cercano i punti fondamentali e si va via nella gran parte dei casi. I nostri post dovrebbero quindi avere una struttura schematica, magari per punti o comunque con paragrafi molto brevi e veloci. L&#8217;utente di internet non ha tempo da perdere. Dobbiamo riuscire a informarlo e a farlgi giungere il nostro messaggio in poche, semplici, battute. Questa è una sfida, ed è anche molto difficile. Ma cercando di scrivere contenuti semplici, mirati all&#8217;obiettivo, concisi, raccolti in paragrafi brevi, avremmo già risolto parte del problema.</p>
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