I corporate blog sono in crisi?
gen 31st, 2009 by admin
di Giorgio Soffiato
Questo post nasce da un’idea presa come spunto dal blog di Maurizio Goetz.
Il fatto del giorno è la chiusura del blog di Mandarina Duck, uno dei progetti di corporate blogging che da più tempo duravano, spesso citato come caso di successo anche tra i consulenti.
Partiamo dalla fine: il blog è stato chiuso con un elegante post di
saluto, scongiurato quindi il rischio abbandono e spazio aperto ad un
“arrivederci” che potrebbe anche non essere del tutto surreale, i
progetti di comunicazione
vanno e vengono.. i blog solitamente no, a prima vista potrebbe essere
un problema di risorse, l’abbiamo sempre detto quello che “ci frega”
sui blog è il tempo, non il denaro. Ma veniamo alle considerazioni di
Maurizio, che sul tema corporate blogging vede nero:
- permane il rischio di autoreferenzialità
- il management non ci crede
- il blog deve essere parte di una strategia più ampia
- il blog non va bene per tutti
- la conversazione fine a sé stessa lascia il tempo che trova (non
possiamo attenderci di conversare con tutte le aziende di cui
acquistiamo i prodotti)
Sono particolarmente d’accordo con i primi due punti, credo però che
il tema dell’autoreferenzialità possa essere facilmente eliminato
lavorando ad un blog sponsorizzato più che ad un corporate blog, il
modello mi sembra più sostenibile, cito in questo senso il progetto
capellidavivere (a proposito di autoreferenzialità qualche tentativo in cui siamo
coinvolti direttamente più in piccolo si trova qui e qui), il tema da
trattare dovrebbe quindi essere parallelo rispetto al prodotto o al
servizio proposto ed è compito del consulente chiarire al management
che gli obiettivi del progetto sono di legittimazione più che di
traffico (meglio un sano pay per click se l’esigenza sono le visite, ancor meglio un pò di pay per click al fine di lanciare il blog).
Resta da comprendere se sia meglio gestire in house oppure in
outsourcing la fornitura di contenuti, probabilmente la soluzione
migliore è la sinergia tra il consulente esterno (un content manager
preposto a supporto) e un referente aziendale, meglio se non lo
stagista che cambierà fra 3 mesi, il concetto di tone of voice che
esiste da prima dell’on line non può in questo senso essere ignorato.
Personalmente ringrazio facebook per aver spostato l’effetto moda su
altre piattaforme ed aver riportato i blog a quella dimensione di
supporto di comunicazione e conversazione flessibile e malleabile che
originariamente li caratterizzava. Aprire e gestire un progetto di
comunicazione mediato da un blog non è uno scherzo ma personalmente
credo che il tempo consoliderà i progetti forti e scremerà quelli figli
della sola moda del momento, alcune chiusure sono fisiologiche (vedo
molto bene il live blogging per eventi, quindi progetti a termine),
altre sono figlie del cambiamento ma questo non significa che il
modello sia fallito.
Sicuramente i blog sono una delle grandi chiavi del web marketing,
molto è stato detto e scritto e poco resta da scoprire, lo strumento è
oggi consolidato ed è tempo di lavorare con occhi curiosi su altro, non
toglierei però con tanta facilità il blog e le competenze affini dalla
cassetta degli attrezzi.
Per ulteriori approfondimenti e commenti sul tema vi rimando al blog di Maurizio Goetz
http://marketingusabile.blogspot.com/2009/01/i-corporate-blog-in-crisi.html#links