I corporate blog in crisi? (parte II)
gen 31st, 2009 by admin
Fonte:http://marketingusabile.blogspot.com/2009/01/i-corporate-blog-in-crisi.html#links
Secondo articolo di commento alla presunta crisi del corporate blog, anche qui il riferimento è la chiusura del blog di Mandarina Duck…
Apprendo dal blog di Digital Pr la notizia della decisione di Mandarina Duck di sospendere il suo corporate blog,
uno dei primi in Italia e sicuramente un caso di successo dal punto di
vista relazionale, ma evidentemente non per l’azienda che avrà messo a
confronto l’impegno per il progetto con i suoi ritorni.
Non mi
sento di esprimere una mia valutazione, perchè non conosco gli
obiettivi strategici di Mandarina Duck; sono convinto che questa
decisione non rimarrà isolata e altre aziende la imiteranno per una
serie di ragioni:
sento di esprimere una mia valutazione, perchè non conosco gli
obiettivi strategici di Mandarina Duck; sono convinto che questa
decisione non rimarrà isolata e altre aziende la imiteranno per una
serie di ragioni:
- il corporate blog, per quanto utilizzi un “mezzo relativamente nuovo”, spesso non riesce a liberarsi dall’autoreferenzialità
- molto
spesso il corporate blog che viene suggerito dal consulente, viene
aperto senza particolare convinzione dal management e questo si nota
subito - il blog funziona meglio
se inserito in una strategia più ampia, soprattutto quando la
comunicazione collaborativa è fortemente legata ai processi di business - il blog non è lo strumento adatto per tutte le imprese, ma è uno dei
primi ad essere utilizzati, è quindi normale che abbiano luogo
migrazioni verso altre piattaforme considerate più idonee e più
rispondenti agli obiettivi di un’impresa - per
quanto la conversazione sia un elemento centrale nelle strategie
attuali di marketing, non può essere fine a se stessa, è infatti
impensabile che le persone conversino con tutte le aziende di cui
acquistano i prodotti. La conversazione deve essere uno strumento per
creare valore e per avviare processi di cambiamento.
Sempre
di più ci accorgeremo che il blog non è più centrale, ma costituirà
solo uno dei possibili elementi della comunicazione collaborativa e che
il mix degli strumenti utilizzati, potrà cambiare molto velocemente, ma
con alcune avvertenze:
di più ci accorgeremo che il blog non è più centrale, ma costituirà
solo uno dei possibili elementi della comunicazione collaborativa e che
il mix degli strumenti utilizzati, potrà cambiare molto velocemente, ma
con alcune avvertenze:
- il
processo conversazionale è un movimento, non una campagna. Si può
decidere di migrare da una piattaforma ad un’altra, ma il processo deve
essere collaborativo e non imposto dall’alto. - decidere
di chiudere un blog o una presenza su qualsasi piattaforma
collaborativa richiede una “exit strategy” che deve essere preparata,
in modo da non deludere le aspettative di tutti quegli utenti che hanno
dato fiducia ad un progetto. - è
giusto, o meglio legittimo valutare i ritorni di una presenza evoluta
on line per un brand, ma occorre evitare il rischio di rimanere
intrappolati in logiche mutuate dai mezzi tradizionali, per questo
occorre sempre avere ben chiaro non solo gli obiettivi, ma anche le
metriche con cui si andrà a misurare il successo di ogni progetto
L’argomento è molto caldo, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.